Vini dell’Agricola Paglione, racconti della terra

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I vini come veri e propri racconti, ecco come li considera e te li confeziona l’azienda Agricola Paglione. Il lavoro nei campi è impreziosito dal ricamo che avviene nei suoi laboratori. L’azienda è collocata in terra di Lucera, in provincia di Foggia, tra i Monti Dauni e il Tavoliere delle Puglie. Agricola Paglione nasce nel 1994 dall’unione di intenti delle famiglie Faccilongo e Albano, che decidono di adottare la filiera corta e trasformare l’azienda in biologico nel pieno rispetto della cultura enogastronomica del territorio della Daunia. Secondo la loro filosofia ogni vino è il frutto di una narrazione che parte da lontano ed esattamente dalla prima generazione di agricoltori, vale a dire dagli anni ’60. I vigneti dell’azienda sono adagiati tra i campi di pomodoro, le distese di grano e gli uliveti, per essere più precisi si collocano tra la contrada Mezzana Grande e la contrada Perazzelle. Sono coltivati a regime biologico il Nero di Troia, il Sangiovese, il Montepulciano, la Malvasia Bianca e il Bombino Bianco. Parliamo di terreni perlopiù calcarei, talvolta pietrosi, che non sono serviti da nessuna irrigazione artificiale.

Cacc’e Mmitte di Lucera dell’Agricola Paglione

L’attenzione a ogni fase della produzione del vino Paglione parte dalla raccolta e dalla meticolosa selezione delle uve e prosegue con la diraspapigiatura e la follatura. Nel rispetto della filosofia dell’azienza, la fermentazione è condotta spontaneamente e cioè senza l’aggiunta di lieviti. Da qui le note rustiche che avrai modo di apprezzare in un vino dell’azienda. Per gli stessi motivi non si esegue nessuna operazione di filtraggio pre-imbottigliamento nella fase che segue l’affinamento in botti di acciaio o in barrique di secondo passaggio. L’azienda Paglione propone una discreta varietà di etichette, delle quali il cavallo di battaglia è il DOC Cacc’e Mmitte di Lucera che ha la sua zona di produzione nei territori di Lucera, Troia e Biccari. La denominazione del vino deriva dall’antica vinificazione: in questa zona della Puglia si pigiava l’uva in spazi chiamati palmenti (in dialetto, cacc’) che i proprietari affittavano ai produttori di vino. In giornata si doveva completare l’operazione per lasciare il palmento a un altro produttore, che immetteva le uve da pigiare nelle vasche (in dialetto, mmitte).

Caporale, il classico dell’Agricola Paglione

I principali vini dell’azienda Agricola Paglione prendono il nome dalle contrade in cui si distendono i vigneti. Il vino Caporale viene prodotto dalle uve Nero di Troia (60%), Bombino Bianco e Sangiovese. Affinato 6 mesi in cisterne di acciaio inox e 4 mesi in bottiglia, il vino Caporale è un rosso fermo secco di colore rubino con riflessi violacei. Esibisce una buona persistenza e un profumo intenso. Al naso sentirai note di melograno, lampone e prugna, mentre il finale è spiccatamente speziato e conserva una decisa nota rustica. In bocca è fresco e piacevolmente fruttato. Fattelo servire a una temperatura di 18 °C, lo apprezzerai soprattutto in abbinamento con i sapori forti che caratterizzano la cucina locale. Via libera quindi a lampascioni e marasciuoli, involtini di peperoni e pomodori secchi (magari di produzione della stessa azienda Agricola Paglione), oltre naturalmente ai primi piatti accompagnati da sughi importanti.

Perazzelle ed Eclettico dell’Agricola Paglione

Se il Caporale simboleggia la schiettezza del più anziano dell’azienda, nonno Nicola, il vino Perazzelle rappresenta il superamento della tradizione. Anche qui i vitigni sono il Nero di Troia (60%), il Sangiovese, la Malvasia Bianca e il Bombino Bianco. Anche qui hai a che fare con un rosso secco dal profumo fruttato, ma l’affinamento avviene in barrique di rovere francese per un periodo di 6 mesi e successivamente in bottiglia per un periodo di 4 mesi. Peraltro la gradazione alcolica è leggermente più alta rispetto al Caporale. L’ultima novità in casa Paglione è rappresentata dal vino Eclettico, che abbina squisitamente l’intuizione alla scienza vitivinicola. Si tratta di un vino bianco di color giallo paglierino che al naso ti farà sentire la frutta matura in abbinamento a un odor di pietra focaia. Il massimo sarebbe degustarlo mentre qualcuno racconta una storia intorno al fuoco.

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