Cascina Gilli

Cascina Gilli, esempio moderno di recupero della tradizione perduta di un podere, vitigni e cultura. Ciò avviene a metà anni ’80 da Gianni Vergnano, il quale con sacrificio e somma dedizione si adopera per la riscoperta della Malvasia di Castelnuovo Don Bosco, Bonarda, Freisa e Barbera D’Asti.

In particolar modo si capisce come vent’anni per riscoprire un vigneto possano essere tanti, in realtà così non è. Questo perché allora?

Produrre vino è come amare una bella donna, non si finisce mai di imparare. Pensiamo solamente ad impiantare nuove barbatelle, ad attendere che crescano, che siano all’apice per poter esprimere al meglio il loro nettare. Alla fase fermentativa, con lunghi e costanti ritocchi su temperature, durata, rimontaggi, follature, svinature ed affinamento in botte e bottiglia. Quanti sono i passaggi? Un’infinità… tanti per capire come ogni anno per raggiungere la qualità si passi a rese sempre inferiori, ad ottenere un miglior rapporto tra parte acida e sapida, ad un corretto equilibrio tra analisi olfattiva e gustativa.

Le marne di argilla dal color grigio pastello con riflessi cenere riflettono al meglio il territorio esaltando la parte minerale ed di corpo che la vite assorbe nelle sue fasi.

Amare la terra è amare se stessi, creare un vino migliore è l’essenza del miglioramento che sta alla base di ognuno di noi…