Pinot nero

Il Pinot Nero o Pinot Noir in Francese deve i suoi Natali alla regione della Borgogna. Di origine antichissima, si pensa possa risalire addirittura a 2.000 anni orsono. Di classe sopraffina e corpo vellulato è noto anche come Blauburgunder in paesi a lingua tedesca come Svizzera, Austria e Germania stessa.
E’ la base insieme allo Chardonnay per la spumantistica a metodo classico, sia come blend oppure in purezza pinot nero al 100%. Spesso si accosta il vocabolo di “seducenza” ad un metodo classico in purezza pinot nero, poiché rappresenta la setosità, il corpo e lo stile.
Deve la sua forma alla pigna, il grappolo è lungo e grosso, gli acini sono molto attaccati tra loro e le rese sono piuttosto basse in vinificazione. Croce e delizia degli enologi, vinificare con Pinot Nero è una prova di estrema concretezza ed abilità, in quanto bisogna trovare il perfetto equilibrio tra carica antocianica, zuccheri, mineralità e spettro olfattivo.
Le principali varianti all’albero genealogico del Pinot Nero sono il Pinot Grigio, Pinot Bianco e Pinot Meunier. Pensate che in totali, se ne contano un migliaio…
E’ un vitigno che da noi in Italia è diffuso prevalentemente nel Trentino Alto Adige, è una pianta molto delicata sensibile alle malattie della vite, che richiede maggiore attenzione in vigna rispetto ad altri vitigni.
Di colore rosso rubino chiaro, ha buona alcolicità, rientra in Italia nella DOCG della Franciacorta e dell’Oltrepò Pavese metodo Classico.
Ha la fama e la fortuna di essere il vitigno più caro in assoluto che da i natali a due vini strepitosi come l’Henry Jayer Richebourg ed al celeberrino Romanèe Conti Grand Cru.