Nero di Troia

Il Nero di Troia è uno dei vitigni a bacca rossa autoctoni della regione Puglia. Le origini, secondo Omero, risalgono a Diomede nel periodo in cui Troia venne assediata. Diomede risalendo il fiume Ofanto dall’Adriatico approdò ancorandosi con delle pietre alle mura della città di Troia e vi piantò dei tralci di vite, che aveva portato con se, dando origine all’attuale Uva di Troia. Altra ipotesi fa riferimento al periodo della dominazione spagnola, durante la giurisdizione di Don Alfonso d’Avalos, il quale riconobbe nel terreno le caratteristiche ideali alla coltivazione della vite. Il Nero di Troia è anche associato alla Disfida di Barletta del 1503 che vide Italiani e Francesi duellare per questioni di coraggio e valore. I soldati delle due fazioni si trovavano in una locanda a ristorare e pare che il vino ( Nero di Troia ) abbia fatto accendere la discussione sfociata poi in duello.

L’attuale zona di produzione del Nero di Troia copre territori delle province di Andria, Barletta e Trani. In natura sono stati riconosciuti due biotipi di Nero di Troia: la varietà di Barletta o di Ruvo e quella più rara la varietà di Canosa.  Il Nero di Troia è una cultivar con delle prerogative particolari. E’ un vitigno tardivo nella maturazione dall’elevata sensibilità climatica. Inizialmente la sua forte componente tannica ha fatto si che fosse impiegato come uvaggio da blend con altri vitigni e soprattutto col Montepulciano. Solo con la riscoperta dei vitigni autoctoni ha iniziato ad essere vinificato in purezza dimostrando di essere un vino altamente elegante di qualità. Dal 2011 è divenuto il vitigno cardine di due DOCG: Castel del Monte Nero di Troia Riserva e Castel del Monte Rosso Riserva. Col Nero di Troia si ottiene un vino che da giovane presenta un profilo aromatico con note floreali e fruttate, che con l’affinamento evolvono in sentori di confettura di ciliegia e note speziate di pepe nero.