Nerello Mascalese

Il Nerello Mascalese è un vitigno autoctono siciliano a bacca rossa, che ha trovato le condizioni ideali sulle pendici del vulcano Etna. Alcuni studi hanno dimostrato che furono i Greci a iniziarne la coltivazione e diffusione sulle pendici dell’Etna. In seguito i Romani ne diffusero la coltivazione nella piana di Mascali. L’ampia diffusione in quest’area di produzione ne ha attribuito l’origine del nome Nerello Mascalese.
Il territorio in questione si estende dal massiccio dell’ Etna a scendere verso il mare da i 1100 e 350 metri di altitudine dove il Nerello Mascalese ha trovato le condizioni ottimali per svilupparsi ed entrare a far parte per ben l’80% nella DOC Etna Rosso assieme al 20% del fratello Nerello Cappuccio. Le vigne più antiche e site alle pendici dell’Etna sono coltivate ancora ad alberello e allevate per propaggine. Questa cultivar è adatta al terreno che la ospita, di natura sabbiosa, ed è in grado di sostenere stress idrici dovuti a periodi piovosi, che poi si alternano con quelli aridi estivi. Mediamente è una cultivar vigorosa e produttiva, anche se i risultati cambiano molto in base al clima e soprattutto alla zona di coltivazione. Ha un grappolo grande ed allungato con acini di media grandezza e dalla buccia molto pruinosa dal colore blu chiaro. Il vino che ne deriva, se vinificato in purezza, presenta un colore rosso rubino intenso che col tempo tende a virare verso il granato. Al naso ha un bouquet complesso in cui si alternato sentori fruttati di frutta a bacca rossa con note floreali a cui si aggiunge un tono speziato di vaniglia e liquirizia. Al palato è caldo e avvolgente con un ottimo corpo. Può essere un vino con una gradazione alcolica compresa tra i 13/14° servito ad una temperatura di servizio tra i 18-20°.