Brachetto d’Acqui

Già al tempo dei Romani, ad Acqui, si narra che si producesse un vino afrodisiaco. Oggi è qui che si produce il Brachetto, in ventisei comuni divisi tra le province di Asti e Alessandria. Il vitigno impiegato è l’omonimo Brachetto, dai grappoli con acini blu-violaceo che emanano profumo di rosa. La sua produzione è molto limitata, comprende circa un migliaio di ettari di superficie vitata.
Dal 1996 questa produzione si fregia della denominazione DOCG e ne esistono due versioni: vino rosso e spumante.
Il colore è rosso rubino con riflessi violacei, dal profumo aromatico al gusto è dolce e nella versione spumantizzata si distingue per una spuma persistente e un perlage fine. Non è un vino adatto all’invecchiamento, infatti il suo consumo non è indicato oltre i due anni dalla vinificazione. Il suo grado alcolico, per entrambe le tipologie, è contenuto tra 11.5° e 12°.
La sua temperatura ideale di servizio è compresa tra 8 e 12°, non tanto fredda da bloccare lo sprigionarsi del suo bouquet. A tavola accompagna soprattutto frutta e dessert, infatti è ideale con le macedonie e dolci da forno e crostate. Inoltre è utilizzato nella preparazione di sorbetti e si accosta bene anche con la frutta secca. E’ anche un ingrediente per cocktail, aperitivi e long drinks, infatti esiste un cocktail chiamato in suo onore Brakettoska (Brachetto d’Acqui, vodka, frutti di bosco, zucchero e foglioline di menta fresca).