Elenco vini bianchi italiani pregiati DOC DOCG IGT

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Il vino bianco è il nettare alcolico più antico del mondo: le prime attestazioni risalgono a ben 2.500 anni fa anche se la sua nascita potrebbe essere ancora più remota: pare infatti che una bevanda simile a quella che oggi consideriamo come “vino” abbia avuto origine in Mesopotamia 7.500 anni orsono.

Secondo la mitologia greca fu lo stesso Dioniso ad istruire gli esseri umani sui metodi di trasformazione del grappolo d’uva, in vino. Nell’Antica Grecia, infatti, si faceva largo uso di questa bevanda con fini curativi: era lo stesso Ippocrate a prescriverla ai suoi pazienti.

Successivamente i Romani esportarono il modello di produzione greco in tutto l’Impero: il vino bianco veniva servito nei più prestigiosi banchetti patrizi e la moda si diffuse a tal punto da invogliare gli aristocratici e altri membri della nobiltà ad acquistare ville nel Golfo di Napoli dove venivano coltivate le uve. A quel tempo il vitigno per eccellenza era composto da uva aminum che produceva un vino bianco liquoroso e dolciastro.

Man mano che i Romani avanzavano alla conquista del nord Europa, iniziarono a coltivare diverse tipologie di uve che producevano un vino bianco meno dolce e più secco con alcuni richiami agli agrumi. Con il tempo, il vino non fu più riservato alla nobiltà, ma iniziò ad essere consumato da varie fasce di popolazione, in quanto l’acqua potabile era considerata malsana. Persino i bambini consumavano vino bianco: caldo in inverno e refrigerato in estate.

Con la caduta dell’Impero Romano d’Occidente a seguito delle invasioni barbariche, i commercianti di vino subirono un duro colpo: la birra era ormai ampiamente disponibile e molti uomini la preferivano al vino. Infatti, le tribù germaniche e slave non solo non capivano il valore simbolico del vino ma non lo amavano affatto.

A salvare le sorti del vino bianco dall’estinzione furono i monaci che, con solerzia e strategia iniziarono a piantare le vigne a latitudini molto alte per produrre il vino per celebrare l’Eucarestia.

L’era d’oro del vino bianco fiorì sotto Carlo Magno che, nel Capitulare de Villis, definì una serie di regole per la coltivazione agricola, soffermandosi anche sul vino. Il sistema era talmente virtuoso che i vigneti raggiunsero i 100.000 ettari portando alla notorietà questa bevanda tra tutti ceti sociali:c’era il vinum francium destinato ai ricchi aristocratici e il vinum hunicum per il resto della società.

Durante le crociate, i Franchi scoprirono il vino moscato che veniva prodotto in alcuni comuni del Peloponneso e lo esportarono nel continente. Mentre a partire dal 1450, gli spagnoli iniziarono ad esportare grandi quantità di quel vino bianco che iniziò ad essere conosciuto come Sherry.

Come viene prodotto il vino bianco

Il fatto che il vino bianco sia frutto di uve dalla buccia chiara e il rosso al contrario da uve scure, è una credenza diffusa e…errata! Infatti, il colore del vino è determinato dal processo di trattamento degli acini che viene chiamato vinificazione.

La vinificazione è un processo biochimico complesso che prevede la trasformazione dell’uva in mosto, il quale dopo un’adeguata fermentazione, dà vita al nettare degli dei che tanto amiamo: il vino. Andiamo a scoprire nel dettaglio questo procedimento affascinante:

  1. Diraspatura: una volta raccolta, l’uva verrà sottoposta al processo di separazione degli acini dai raspi, i quali abbondano di tannino che potrebbe interferire con la qualità del mosto.
  2. Pigiatura: il succo dell’uva viene estratto tramite la pressatura degli acini.
  3. Sgrondatura: nel caso del vino bianco, la fermentazione alcolica non prevede la macerazione di polpa e vinacce. Infatti durante questo processo vengono escluse le parti dure dell’acino d’uva quali bucce, raspi e vinaccioli. Una delle tecniche di purificazione del mosto può essere la decantazione statica che avviene naturalmente, sfruttando il deposito delle parti più pesanti di scarto. Questo processo, soprattutto per il vino bianco deve portare all’eliminazione totale delle vinacce ossia la bucce dell’uva, ricche di proprietà organolettiche e responsabili della maggiore corposità del vino rosso. Da qui ne consegue che il vino bianco può essere prodotto anche da uve scure, private della vinaccia.
  4. Fermentazione alcolica: questo step consiste nella trasmutazione degli zuccheri del mosto in alcol. Prima di tutto sarà necessario preparare un pied de cuve di qualità ovvero un mosto con un’alta concentrazione di lieviti. A differenza delle maggior parte delle produzioni estere in paesi che non hanno sviluppato una buona cultura del vino, i vini bianchi italiani vengono fatti fermentare ad una temperatura che oscilla tra i 16° e i 20°: questo permette agli aromi di mantenersi, dando vita a vini eleganti, leggeri ma di carattere. L’aggiunta di tiamina o vitamina B1 conferisce al vino un gusto più fruttato. Dopo il primo giorno di fermentazione, sarà indispensabile ossigenare il mosto.
  5. Fermentazione malolattica: questo passaggio è solitamente mandatorio per i vini rossi, mentre viene rispettato più raramente per i bianchi. Durante questa fase, l’acido malico viene trasformato in acido lattico, diminuendo l’acidità di vini bianchi con una struttura più consistente che necessitano di un ammorbidimento.
  6. Chiarificazione: si tratta dell’ultimo processo di filtrazione delle parti solide rimaste quali frammenti di buccia o lievito.
  7. Affinamento: per quanto riguarda i vini bianchi, il periodo di maturazione avviene in rovere o vasche di acciaio.
  8. Imbottigliamento: a differenza dei vini rossi, i bianchi non migliorano con l’invecchiamento ma devono essere consumati entro 3 anni dall’imbottigliamento.

Migliori vini bianchi italiani

Chi pensa che i vini rossi siano meno pregiati dei bianchi è assolutamente fuori strada. Il nostro paese ospita alcuni dei vigneti più rinomati per la produzione di vini bianchi italiani prestigiosi e rinomati. Inoltre, la cucina mediterranea offre una serie di abbinamenti eccelsi a questi vini freschi e aromatici, soprattutto per quanto riguarda ricette di pesce o a base vegetale. Andiamo a scoprire quali sono i migliori vigneti del nostro paese.

Più famosi vitigni nord Italia

Il nostro viaggio ideale alla scoperta delle migliori produzioni di vino bianco dovrebbe partire dall’Italia nord occidentale, l’area più prolifica per i vitigni a bacca bianca. Piemonte, Liguria, Trentino, Veneto e Friuli sono tre regioni particolarmente fertili nella produzione di vini bianchi eterogenei per caratteristiche organolettiche e gusto.

  • Arneis è un vitigno prestigioso alla base del Roero d’Arneis DOCG, un vino fruttato e vivace contraddistinto da un’aroma persistente di mandorla amara e fiori.
  • Vermentino è il vitigno aromatico diffuso soprattutto in Liguria e Sardegna, impiegato per la produzione del Cinque Terre e dello Sciacchetrà, un passito liquoroso.
  • Muller Thurgau: direttamente dal Trentino nasce un vino bianco delicato e leggermente aromatico, perfetto da abbinare ad aperitivi gourmet.
  • Traminer aromatico è un vitigno a bacca bianco-rosea, da cui prende corpo il bianco fruttato per eccellenza che stupisce per il suoi profumi intensi e gli aromi fortemente speziati: il Gewurztraminer.
  • Dalla Ribolla friulana è un vitigno autoctono molto antico da cui nasce il Sauvignon Blanc e il Tocai Friulano, che nelle sponda veneta è conosciuto come Tocai del Garda.
  • Pinot Bianco, da questo vitigno prendono corpo alcuni dei vini frizzanti corposi e di carattere che contribuiscono all’orgoglio della nostra penisola.

Più famosi vitigni Centro italia

Proseguendo verso la punta dello stivale, la produzione di vitigni bianchi si dirada, per questioni territoriali e  climatiche, tuttavia non mancano straordinarie eccellenze, tra cui:

  • Albana, questo vitigno originario dell’Emilia Romagna produce un vino ambrato e dolce, perfetto da abbinare alla pasticceria più raffinata.
  • Verdicchio, questo vitigno che abita principalmente le Marche, soprattutto le aree tra Jesi e Matelica, dà vita ad un vino giallo paglierino, sapido e dall’aroma fruttato. Decisamente adatto ad abbinamenti con fauna ittica.
  • Trebbiano d’Abruzzo è un vitigno DOC di origini piuttosto antiche, il vino che ne deriva è rinomato per la sua struttura complessa e vivace.

Vitigni più famosi sud Italia

Tra le regioni pluripremiate per la produzione di vini bianchi di qualità superiore, impossibile non citare la Campania, terra di vini bianchi fini e pregiati. Anche la Sicilia si distingue per la produzione di uno Chardonnay dal carattere caldo e nobile, decisamente in contrasto rispetto alla produzione settentrionale.

  • Falanghina è un vitigno autoctono che produce vini dall’aroma intenso e dalla beva secca e leggermente acidula. Si tratta di un vino comunque vellutato, che trionfa in abbinamento con la fauna ittica del mediterraneo.
  • Coda di Volpe è conosciuto e amato fin dall’epoca romana. Coltivato alle pendici del Vesuvio, deve il suo nome caratteristico alla conformazione della cascata di grappoli che rassomiglia ad una coda fluente.
  • Fiano dà luogo ad una produzione DOC originario di Avellino e provincia ma diffuso anche in Puglia e Basilicata è alla base di uno dei vini più premiati ed apprezzati dello stivale.
  • Greco: questo vitigno si annovera tra più antichi, infatti le prime testimonianze risalgono al I secolo a.C. Il Greco di Tufo può essere certamente considerato come uno dei vini migliori d’Italia, insignito con le denominazione d’origine controllata e garantita.

La lista dei migliori vini bianchi italiani potrebbe essere infinita, se desiderate approfondire la conoscenza delle varietà di vini bianchi o vorreste provare uno dei calici più fini e raffinati, visitate il nostro portale, vi accompagneremo in un viaggio enologico sorprendente.