Whisky

Il whisky è un distillato aristocratico europeo da lunghissima data. Le sue origini si affondano già a partire dall’impero romano d’occidente e se ne ha prime tracce dal 405 d.c.

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La sua storia parte dalla Scozia o dall’Irlanda che se ne contendono da tempo infinito il diritto di paternità, il suo termine deriva dal gaelico irlandese o dal gaelico scozzese. L’etimologia del termine è acqua di vite.

In base a dei trattati internazionali, lo scotch whisky può essere prodotto unicamente in Scozia, dove nelle Highland si concentrano il maggior numero di produttori. In Irlanda viene di diritto concesso il termine whiskey irlandese. Altre nazioni nel tempo oggi producono whisky quali gli stati uniti dove il termine corretto è il Bourbon (prodotto dal grano turco).

Il processo di produzione deve essere il seguente; macerazione, successivamente ottenuto dalla miscelazione delle seguenti materie prime, acqua lievito, torba per essiccare il malto e cereali (frumento, segale, mais ed orzo) si arriva alla fermentazione, distillazione, miscelazione ed imbottigliamento.

Esistono differenti categorie di whisky, una tra le più apprezzate in Scozia è il whisky di malto o single malt, dove la materia prima è unicamente il malto in purezza. Ci riferiamo invece ai blended quando l’orzo viene unito ad altri cereali, o a Vatted Malt quando differenti cereali vengono uniti tra loro.

Il profilo aromatico finale del whisky è unico, ha dei tratti classici di caramello, piccole bacche di vaniglia e toffee per arrivare a note terziarie evolute che nascono dal lungo percorso di affinamento che effettua in botti di legno.

L’invecchiamento in botti di norma avviene su legno di rovere molto vecchio che sta tra gli ottanta e cento anni, può essere di rovere europeo o rovere americano.

La produzione di whisky o whiskey (al plurale) in assoluto rappresenta tra le bevande alcoliche il più prodotto al mondo con oltre il milione di bottiglie acquistate dal mercato.