Elenco Prezzi Champagne

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Lo champagne è il vino spumante più amato e rinomato a livello internazionale, divenuto, grazie alla sua qualità, un simbolo di lusso, eleganza e classe. Il suo nome deriva dall’omonima regione dove viene interamente prodotto: un’area di circa 34 mila ettari di vigneti, collocata nel nord-est della Francia, dove vengono realizzate annualmente più di 300 milioni di bottiglie di champagne.

Le origini dei vini di Champagne risalgono al Medioevo e la lora creazione si deve ai monaci residenti nelle abbazie di questa regione che li utilizzavano come vini da messa; si trattava, tuttavia, di vini rossi senza spuma, profondamente diversi rispetto alla versione attuale dello champagne.

L’invenzione dello Champagne moderno pare infatti sia avvenuta successivamente, intorno al 1670, per azione di un giovane frate chiamato Piérre Pérignon: egli ebbe l’incarico di tesoriere presso l’abbazia d’Hautvillers e, trovando le vigne vicino al convento in uno stato di abbandono a causa delle guerre e dei saccheggi avvenuti a inizio ‘600, decise di adoperarsi per ripristinarne la coltivazione. Gli esperimenti compiuti dal frate erano volti unicamente alla produzione di un vino di altissima qualità: egli cercò infatti di selezionare le uve migliori e, per questa ragione, scelse il Pinot Noir; si adoperò, poi, per trovare i terreni più adatti alla produzione; si applicò quindi per affinare le tecniche di assemblaggio ed, infine, predilesse una spremitura dolce al fine di ottenere un mosto dal colore chiaro.

Rimane, però, ancora da definire come sia avvenuto il passaggio da vino fermo a spumante. Riguardo a questa trasformazione, esistono tre diverse versioni:

Una versione afferma che lo champagne sia nato casualmente, per un errore avvenuto durante il processo di vinificazione; questo disguido avrebbe provocato infatti lo scoppio di alcune bottiglie, poste in cantina ad affinare, portando così alla scoperta da parte di Dom Pérignon della cosiddetta “presa di spuma”.

 Una seconda ipotesi racconta che alcuni viticoltori, che avevano selezionato uve di Pinot Noir per vinificare, decisero di imbottigliare il vino subito dopo la fermentazione, avendo notato che il vino invecchiava con un cattivo aroma se conservato all’interno delle botti; nelle bottiglie, al contrario, riusciva a mantenere un gusto davvero eccellente, ma, in questo modo, si trasformava naturalmente in spumante, comportando così lo scoppio del tappo.

Infine, un’ultima versione narra che il frate Dom Pèrignon per conferire al vino un gusto più piacevole, aggiunse, in primavera, fiori di pesco e zucchero e chiuse poi le bottiglie con tappi di legno di forma tronco-conica. Allo stappare delle bottiglie si creava la caratteristica spuma.

Ad oggi, non si sa effettivamente quale sia la versione corretta, ma è certo che il frate, a seguito delle sue sperimentazioni, comprese che la spuma del vino fosse determinata dalla doppia fermentazione, processo che comporta infatti la formazione di anidride carbonica. A partire da questa scoperta, notando l’ottimo aroma del vino champagne, Dom Perignon si applicò per perfezionarne la produzione.

Seguendo l’esempio del frate, anche gli altri proprietari dei vigneti presenti nelle aree circostanti, iniziarono a dedicarsi alla produzione di vino, tenendo in considerazione le procedure descritte dettagliatamente da Dom Pérignon. Questi ultimi, inoltre, contribuirono ad affinare le tecniche per la creazione dello spumante, permettendo di ottenere lo champagne così come lo conosciamo oggi: un vino esclusivo dal gusto raffinato e fresco.

 Vinificazione con metodo Champenoise

Lo champagne si ottiene seguendo il metodo Champenoise, conosciuto sul territorio italiano con il nome di metodo classico o tradizionale. Questo metodo segue una precisa regolamentazione che prevede il passaggio da più fasi:

  1. La prima fase, denominata cuvée, consiste nella selezione delle tipologie di vini da utilizzare per la realizzazione dello spumante; in genere vengono scelti i bianchi, principalmente ottenuti dai vitigni Pinot Noir, Pinot Meunier e Chardonnay. Questi vini base, provenienti dalla stessa zona, sono mescolati con vini di aree diverse e, a meno che il vino non sia millesimato – ovvero realizzato con uve vendemmiate nel medesimo anno – viene miscelato con vini di altre annate.
  2. La seconda fase è quella della cosiddetta “presa di spuma”: per fare in modo che i vini assemblati si trasformino in spumante, è fondamentale che si compia una doppia fermentazione, non nelle botti, ma all’interno di bottiglie sigillate cosicchè l’anidride carbonica non evapori. Questa seconda fermentazione, oltre ad originare le bollicine, conferisce aroma al vino: infatti, più i lieviti rimangono nelle bottiglie, più lo champagne presenta un gusto complesso ed elegante.
    Per avviare la rifermentazione, alla cuvée viene aggiunta una miscela costituita da zucchero, vino e lieviti chiamata liqueur de tirage. Le bottiglie, con questo contenuto, dovranno quindi riposare in posizione orizzontale per un periodo che dura, solitamente, dai 18 fino ai 36 mesi, in modo da consentire l’affinamento dei lieviti.
  3.  La terza fase è quella di remuage: quando col trascorrere dei mesi, i lieviti si sfaldano e si depositano sul fondo delle bottiglie, diventa essenziale il processo di remuage che consiste in una rotazione quotidiana, in posizione verticale, delle bottiglie; tramite questa rotazione, i lieviti vengono diretti verso il collo, per poi, essere rapidamenti eliminati. Per effettuare la rotazione, si utilizzano i pupitres, ovvero dei cavalletti di legno in cui sono presenti dei fori dove vengono depositate le bottiglie: ogni giorno queste ultime vengono girate con il collo rivolto verso il basso; la rotazione può avvenire manualmente oppure si può ricorrere a specifici macchinari chiamati gyropalletes.
  4.  La quarta fase è detta dégorgement, ovvero sboccatura: dopo il remuage, le bottiglie, poste con il collo verso il basso, potranno espellere i lieviti tramite il processo di sboccatura che può essere svolto o secondo il metodo manuale o in modo meccanizzato. Il primo metodo, definito à la volée, prevede che sia il cantiniere ad occuparsi della rimozione della graffa che blocca il tappo di sughero servendosi di una pinza. Il tappo viene quindi rimosso per fare in modo che vengano eliminati i lieviti e, successivamente, il cantiniere, con un veloce movimento di polso, provvede a richiudere la bottiglia per far sì che, assieme ai residui, fuoriesca solo una piccola quantità di vino. Con questo sistema, un esperto cantiniere può degorgiare circa 400 bottiglie all’ora. Il secondo metodo, definito à la glace,  vede l’immersione del collo della bottiglia in una soluzione a una temperatura di -25° C affinchè vengano congelati i primi 4 cm di vino contenenti i lieviti.

All’apertura della bottiglia, per effetto della pressione, verrà espulso naturalmente questo blocco di ghiaccio. Questa operazione, inizialmente svolta in modo manuale, è oggi attuata meccanicamente: e, se a mano, con il metodo à la glace, si potevano degorgiare fino a 800 bottiglie all’ora, con l’utilizzo della macchina, nel medesimo tempo, se ne possono degorgiare tra 2.000 e le 18.000.

  1. Rabboccatura: dal momento che, a causa della sboccatura, una parte di vino fuoriesce dalla bottiglia è necessario attuare la rabboccatura, ovvero ripristinare il livello di vino aggiungendo il liqueur d’expéditon: un composto di zucchero, acquavite e vino bianco finissimo. In base al dosaggio zuccherino presente all’interno del liqueur d’expédition, gli champagne si possono suddividere in:
  • Pas dosé o dosaggio zero o nature: contenuto di zuccheri inferiore a 1 grammo/litro. Si tratta di vini ai quali non vengono aggiunti zuccheri in fase di rabboccaggio.
  • Brut nature: contenuto di zuccheri inferiore a 3 gr/l.
  • Extra brut: contenuto di zuccheri inferiore a 6 gr/l.
  • Brut: contenuto di zuccheri inferiore a 15 gr/l.
  • Extra dry: contenuto di zuccheri compreso tra 12 e 20 gr/l.
  • Dry o Secco: contenuto di zuccheri compreso tra 18 e 35 gr/l.
  • Demi sec o Abboccato: contenuto di zuccheri compreso tra 33 e 50 gr/l.
  • Dolce o Doux: contenuto di zuccheri superiore a 50 gr/l.
  1. L’ultima fase è quella dell’affinamento in bottiglia: dopo la rabboccatura, la bottiglia viene chiusa con un tappo di sughero e viene posta a riposare nelle cantine affinchè lo champagne raggiunga la giusta stabilizzazione e si compia il suo arricchimento aromatico prima che venga messo in commercio.

Migliori produttori di Champagne

Dopo questa breve descrizione riguardo la metodologia di produzione dello champagne, possiamo ora analizzare l’elenco dei migliori produttori di champagne, coloro che realizzano le bottiglie più pregiate e richieste a livello internazionale:

  • Louis Roederer Cristal: un marchio divenuto simbolo indiscusso di lusso e preziosità per la qualità oggettiva del suo champagne. Gli champagne Cristal vengono prodotti per il 60% con uve biodinamiche e il loro assemblaggio prevede sempre una dose maggiore di uve provenienti dal Pinot Noir rispetto a quelle Chardonnay.
  • Armand de Brignac: il suo successo risale a tempi piuttosto recenti ed è, in parte dovuto alle operazioni di marketing attuate dal produttore. Lo champagne è sicuramente di qualità, ma non vale quanto il suo costo; indubbia è, però, la bellezza delle loro bottiglie interamente decorate a mano
  • Krug Clos d’Ambonnay: questa casa produce gli champagne più costosi a livello mondiale, il costo di una bottiglia da 0,75 L si aggira infatti intorno ai 3000 euro. Il prezzo elevato è dovuto all’estrema cura e alle numerose sperimentazioni che la famiglia Krug attua per arrivare alla creazione dei loro lussuosi champagne.
  • Veuve Clicquot: un brand rinomato e considerato sempre di tendenza, di spicco un suo recente investimento nel lancio di una serie di champagne millesimati dalla qualità e dalla conservazione eccellente.
  • Dom Pierre Pérignon: tra gli champagne pregiati, non poteva essere escluso certamente questo marchio; in particolare i suoi champagne in rosa possono essere considerati un’eccellenza indiscussa. Peccato che la tiratura di queste bottiglie sia limitata e il costo davvero impegnativo, dagli 800 euro in su.