equilibrato

Quando un vino rosso può dirsi equilibrato: consigli utili

Tra i tanti aggettivi che sempre più spesso compaiono associati al vino rosso, troviamo quello di “equilibrato”. Ma di preciso in cosa consiste l’equilibrio di un vino? Andiamo a scoprirlo meglio.

Vino equilibrato

Spiegare l’equilibrio di un vino è cosa facile e difficile insieme. La parte facile, in sè e per sè, è la definizione. Un vino (anche se in questo caso parliamo di vino rosso) si può definire equilibrato quando c’è una equilibrata contrapposizione tra le morbidezze (zuccheri, alcoli e polialcoli) e le durezze (acidi, tannini e sostanze minerali). La questione si fa più difficile, ma anche più interessante, quando andiamo a esaminare ciascuna di queste caratteristiche. Infatti gli elementi che contraddistinguono durezza e morbidezza sono anche gli stessi che, analizzati diversamente, costituiscono quello che un po’ da tutti è conosciuto come il corpo del vino. Questi sono i vari tipi di corpo del vino rosso:

MAGRO: struttura anomala e insufficiente, vini ottenuti da lavorazioni errate o da uve danneggiate;
DEBOLE: modesta struttura, tipologia da gustare giovane;
DI CORPO: buona struttura, ottenuti in sintonia con la tipologia di uve e il loro grado di maturazione;
ROBUSTO: ben strutturato ed equilibrato, grandi vini o vini particolari;
PESANTE: eccessiva struttura, vini con errata lavorazione oppure che ancora necessitano di invecchiamento.

Come degustare un vino

Per rispondere a questa domanda ci viene incontro addirittura l’AIS, ovvero l’associazione italiana sommelier. Di fatto, il consiglio da tenere sempre ben presente è uno: imparare a distinguere gusto e saporePer questo l’analisi che l’AIS insegna ai suoi affiliati è quella gusto-olfattiva. La base dell’analisi è questa: i profumi del vino che noi avvertiamo non passano dal naso ma attraverso la bocca per poi arrivare, sotto forma di sentori, alle cavità nasali. Per questo imparare a degustarlo è fondamentale per poterlo apprezzare in pieno. I primi due passi sono quelli fondamentali. Innanzitutto la bocca deve essere stata precedentemente avvinata: non devono restare residui prima della degustazione. Pensateci: voi riuscireste mai a capire se un vino è equilibrato se lo gustate in un bicchiere sporco? Il concetto è esattamente quello.

Il secondo passaggio invece, arriva al secondo sorso, che non va deglutito immediatamente, ma fatto passare attraverso la lingua per tutto lo spazio della nostra bocca. Così potremo innanzitutto distinguere la freschezza di ciò che beviamo e poi finalmente, goderne le morbidezze e le durezze. Infine, potremo deglutire stando bene attenti a non disperdere il gusto del vino in bocca: espirare aria dal naso mentre si deglutisce per esempio, permette di poter percepire ancora un po’, attraverso i nostri sensi, ciò che abbiamo appena bevuto.

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