La figura del vino nelle religioni

VINO E RELIGIONE

Il vino ha uno stretto connubio con la religione e lo ritroviamo in tutte e tre le principali religioni monoteiste: ebraica, cattolica ed islamica.

Nell’ebraismo il vino è simbolo di gioia e vita, che va consumato nella giusta misura. È ritenuto un dono di Dio frutto anche del lavoro dell’uomo, in quanto senza il suo aiuto non ci sarebbe il vino. Il vino è una bevanda che rallegra gli animi, che per gli ebrei non deve contenere sostanze di origini animali. Nell’Antico Testamento è nominato col termine yayin per ben 140 volte, sottolineando che bisogna berlo senza esagerare.

Per la religione cattolica il vino è simbolo di prosperità, infatti Israele era terra ricca di vigneti e vini e ovunque piantavano la vite. Nel Nuovo Testamento è anche simbolo di gioia, ricordando quando durante le Nozze di Caana Gesù trasforma l’acqua in vino per farsi notare tra la gente. Poi il vino col pane si fa simbolo di sangue e corpo di Cristo, due elementi essenziali per la vita dell’uomo così come la presenza di Gesù.

L’Islamismo invece proibisce il consumo del vino, perché può interferire con la lucidità cognitiva dell’uomo. Per la religione islamica l’unico beneficio del vino è nel commercio, mentre assumendolo provoca solo danni sociali. Nei Paesi islamici la produzione dell’uva viene esportata o usata per produrre aceto. Il loro proibizionismo è spiegato in maniera scientifica, non consumandolo si evitano incidenti stradali e malattie legate all’abuso di alcool.

Lontano nel tempo le due civiltà più evolute e antiche quali Romani e Greci ritenevano il vino elisir di felicità e giovinezza tanto da idolatrare il Dio Bacco  e dedicargli riti propiziatori auspicio di grandi raccolti.

Resta il fatto che bere moderatamente e responsabilmente  il vino, può migliorare la nostra salute  sempre con l’aiuto Divino.

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