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L’arte e il Vino

Il vino nell’arte è stato fonte d’ispirazione per molti artisti. Da sempre collegato alla figura dell’uomo come frutto del suo lavoro e allo stesso tempo rigenero per i suoi sensi.

Il vino accompagna l’uomo in tutta la sua sfera sensoriale, dal tatto, all’olfatto e al gusto e questo ha fatto in mondo che l’arte lo descrivesse in diverse situazioni. Assaporare un bicchiere di buon vino prima di creare è un rito compiuto da diversi artisti.
I greci e i romani nelle arti figurative rappresentavano spesso scene legate alla coltivazione della vite, alla vinificazione, alla conservazione e al consumo del vino. Le stesse opere sacre raffigurano scene di vigne o tavole in cui c’è il consumo di vino.
L’arte rinascimentale ha innumerevoli testimonianze come il Bacco di Caravaggio oppure l’arte dell’Ottocento con I giocatori di carte di Paul Cézanne concentrati ad un tavolino attorno ad una bottiglia di vino. Il panorama artistico del Novecento fino ai giorni nostri trova il vino tema di forte interesse.

Il vino è anche poesia, e così si fa spazio tra le opere letterarie fin dalla notte dei tempi. Per Omero il vino è il motore del mondo, tanto che spinge l’uomo saggio a cantare e danzare. Euripide aggiungeva: “E dove non è vino non è amore; né alcun altro diletto hanno i mortali”, evidenziando il rapporto vino/sentimento. Nella Bibbia, si ritrova molte volte il tema del vino, simbolo di allegria ed elemento fondamentale della vita. Dalì lo definisce nettare per intenditori, solo chi lo apprezza capisce il suo valore. E Leopardi, nonostante il pessimismo cosmico, nello Zibaldone scrisse: “Il vino è il più certo, e (senza paragone) il più efficace consolatore. Dunque il vigore; dunque la natura».
Il filosofo danese Soren Kierkegaard scrisse proprio un testo In vino veritas, a sottolineare come il vino è difensore della verità…

Il vino è una vera e propria opera d’arte da ammirare e degustare in tutte le sue forme.

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