Vino e Decanter : scopriamo come e a cosa serve decantare un vino

Perché decantare il vino?

I vini rossi importanti dopo diversi anni di conservazione possono presentare nella bottiglia dei  sedimenti. Un fenomeno naturale che si verifica nel corso dell’affinamento in bottiglia per i vini rossi che non hanno subito travasi e filtrazione. Le precipitazione sono composti presenti nel vino naturalmente, come tannini e sali minerali. Esteticamente sono poco eleganti da vedere all’interno del bicchiere e trovarsi in bocca delle sostanze solide sarebbe poco piacevole e pericoloso, per questo motivo si ricorre alla decantazione. Tale operazione corrisponde alla separazione manuale della parte solida dalla parte liquida del vino.
Decantare un vino oltre a renderlo più limpido ne permette anche la sua ossigenazione per esaltare aromi preservati dall’ affinamento.
La decantazione avviene con un decanter, ovvero un’ampolla di cristallo dalla capacità di 1,5 l  l’azione deve avvenire in maniera ferma e delicata per non muovere i sedimenti depositati sul fondo e recuperare così più liquido limpido possibile.

La decantazione interessa principalmente vini rossi longevi, ma viene praticata anche per vini bianchi ottenuti con la fermentazione in bottiglia. Anzi la decantazione del vino bianco è una pratica che avveniva in passato, perché una volta scaraffato  l’ossigenazione  agevolava  lo sprigionarsi  del  bouquet di aromi.
Questa scoperta è avvenuta per opera di due viticoltori austriaci, Hirberger e Knoll, che si erano accorti che quando gustavano un vino bianco al terzo bicchiere era migliore. La soluzione di decantarlo affinché esprimesse meglio il suo potenziale organolettico. Particolare attenzione ai decanter per i vini bianchi che non devono essere troppo ampi, in quanto possono trattenere troppa aria.

 

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