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Avignonesi: La storia della cantina produttrice di vini Igt

La cantina Avignonesi è stata fondata nel 1974 dagli omonimi proprietari. A partire dal 2009 viene affidata a Virginie Saverys. Grazie alla sua visione e soprattutto alla sua tenacia, la titolare ha voluto creare un’azienda composta da diverse realtà più piccole. Tramite questa strategia, l’azienda si è imposta sul mercato con dei prodotti senza uguali. Sebbene sia stata molto criticata, Virginie Saverys ha adottato una prospettiva vincente. Infatti, la cantina Avignonesi è una delle imprese vitivinicole più importanti della regione meridionale della Toscana ma anche di tutta Italia.

La cantina Avignonesi

La cantina adotta un metodo che non prevede l’utilizzo di sostanze chimiche e la produzione si basa piuttosto su tecniche biodinamiche. I vini Avignonesi sono pertanto noti perché in grado di trasmettere i sapori di un territorio particolarmente favorevole alla produzione di vini di altro pregio. Alla cantina va il riconoscimento di avere introdotto la produzione dei vini Igt, ossia con indicazione geografica tipica. Tale denominazione è conseguita nel caso si trattino vitigni autoctoni. Il disciplinare prevede infatti che un’etichetta, per essere denominata Igt, debba essere prodotta con un vitigno composto da almeno l’85% di uve coltivate in quella specifica area geografica.

Montepulciano

La Toscana è il simbolo per antonomasia del Montepulciano, prodotto nei vigneti ubicati nella omonima località in provincia di Siena. Il Rosso di Montepulciano della cantina Avignonesi rappresenta l’espressione più completa del territorio toscano, ideale nei periodi invernali, ma anche durante l’estate per dei momenti di perfetta meditazione, da soli o in compagnia. Grazie al suo profumo intenso, il Rosso di Montepulciano sprigiona un intenso bouquet di frutti rossi in cui si celano delle piacevoli note di fiori di tiglio.

Winery

La cantina Avignonesi, grazie alle decisioni prese dalla sua attuale proprietaria, è diventata sinonimo della produzione del vino made in Italy, reso possibile innanzitutto dalla rivalutazione del territorio che, trattato con le dovute cure biologiche, riesce a regalare un patrimonio di ineguagliabile importanza. Tra le etichette della cantina non possiamo non raccomandare il vino Desiderio, uno dei fiori all’occhiello di questa azienda internazionale.

Desiderio

Desiderio era il nome di un toro dalle enormi dimensioni che, alla fine del XIX secolo, viveva nella tenuta Avignonesi. In memoria della sua mole, i proprietari hanno voluto rendergli onore dedicandogli un vino che garantisce un’esperienza sensoriale unica e che ha decretato il grande successo della cantina.

Espressione profonda e forte del proprio territorio, Desiderio sprigiona un profumo ricco di more, marasche e lamponi, ma anche erbe aromatiche, liquirizia, cioccolato e chicchi di caffè. Ideale da accompagnare con i piatti tipici della cucina toscana, Desiderio garantisce una lunga persistenza in bocca.

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