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Alla scoperta del vino biologico

Il vino biologico fa tendenza scrollandosi di dosso la fastidiosa etichetta di prodotto di nicchia apprezzato da pochi. In Italia ma non solo il numero dei “seguaci di Bacco” amanti di uno stile di vita sano e rigoroso sono sempre di più come i produttori che hanno iniziato a coltivare i vigneti strizzando l’occhio alla sostenibilità ambientale.

La cantina di Todi Roccafiore rappresenta una delle realtà vincenti nel settore del vino biologico. Insignita con la certificazione di “Green heart quality” dalla Regione Umbria, grazie agli sforzi della famiglia Baccarelli, ha aumento del  20% il proprio fatturato 2015 rispetto all’anno precedente con una produzione di 120 mila bottiglie bio.

Quando il vino è biologico:

La produzione di vino biologico è vincolata dal Regolamento Europeo 203/2012 approvato dal Comitato permanente per l’agricoltura biologica.

Il regolamento stabilisce dettami precisi sia per quanto riguarda l’utilizzo di sostanze coadiuvanti in fase di vinificazione sia in merito al quantitativo di solforosa presente nel vino che non deve superare i 100 mg/l nei vini rossi e secchi e i 150 mg/l per i bianchi secchi.

Pertanto un vino può essere definito biologico quando in vigneto si coltivano uve senza l’impiego di sostanze chimiche e di organismi geneticamente modificati e la vinificazione avviene utilizzando solo prodotti enologici e processi naturali.

Perché scegliere un vino bio:

Due sono i motivi principali per bere vino biologico: rispetto dell’ambiente e salvaguardia della salute.

La coltivazione delle uve avviene senza forzature chimiche e si basa esclusivamente sulle caratteristiche proprie del clima locale, sulle qualità minerali delle terre vitate e sulla differente varietà delle piante. L’eliminazione delle sostanze chimiche presenti in bottiglia consente altresì di aumentare la quantità di elementi naturali preziosi per la salute come il resveratolo che protegge il sistema cardiocircolatorio, è un potente antiossidante e previene il cancro.

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